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Il Calcestruzzo
Il calcestruzzo, erroneamente, viene spesso considerato da molti
ancora come un materiale tradizionale, senza prendere in considerazione
il fatto che, in questi ultimi trent’anni, il prodotto
ha subito una rivoluzione tecnologica di grande
rilievo, che l’ha portato a pieno diritto nel regno
dei materiali high tech. Si ignora così
che in tempi recenti nuovi materie prime, ricerche, know how e tecnologie
di produzione sempre più sofisticate e innovative hanno portato
a un’importante evoluzione del prodotto, spesso scarsamente
o insufficientemente recepita persino da molti operatori del settore.

E’ purtroppo ancora frequente il ricorso a calcestruzzi
standard, con scarse prestazioni, nell’errata convinzione
che “un prodotto vale l’altro”. Fortunatamente,
a fronte di questa ancor troppo diffusa credenza, molto
si fa per diffondere e promuovere la conoscenza di nuove nozioni
e di tecnologie che negli ultimi anni hanno radicalmente
trasformato il calcestruzzo in un materiale fortemente innovativo.
Al
di là della tradizionale citazione che abbiamo utilizzato
in apertura, oggi l’ampia gamma di prodotti disponibili
-e la varietà delle prestazioni correlate- è in grado
di soddisfare tutte le esigenze provenienti dal mondo dell’edilizia
e delle costruzioni.
Un ampio spettro di calcestruzzi e
di soluzioni che ha costretto enti, istituti e ministeri a perfezionare
la classificazione di questo materiale, cercando
di definirne tipologie e caratteristiche, e a fornire a
tutti gli operatori precise indicazioni per un corretto impiego
e utilizzo.
Come è ben evidenziato dalle stesse Linee Guida stese dal
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici:
....
Il calcestruzzo deve essere specificato in funzione della classe
di resistenza, della classe di esposizione, della dimensione nominale
massima dell’aggregato, della classe di consistenza e della
prevista vita in servizio.
La composizione – cemento, aggregato, acqua, additivi ed eventuali
aggiunte – deve essere stabilita in modo da soddisfare le
specifiche prestazionali e minimizzare i fenomeni di segregazione
e di essudazione del calcestruzzo fresco.
Nella scelta del tipo e della classe di cemento si deve tenere conto
delle condizioni di esposizione, della velocità di sviluppo
della resistenza, del calore di idratazione e della velocità
alla quale esso si libera.
Il contenuto minimo di cemento e il rapporto massimo acqua/cemento
vanno definiti principalmente sulla base delle condizioni ambientali
di esposizione e delle prestazioni richieste; in ogni caso il calcestruzzo
armato, ordinario o precompresso, deve contenere sufficiente cemento
per assicurare un adeguato grado di protezione dell’acciaio
contro la corrosione.
...
Una descrizione che, per quanto sintetica, lascia già intravvedere
i termini e la complessità del problema, complessità
che la più recente normativa,
nazionale ed europea, ha cercato di sistematizzare con norme, codici
e linee guida.
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